Anna Isola

Anna Isola (1937-2014) è stata una delle interpreti più autentiche della cestineria sinnaese.

Formata alla scuola di Eleonora Palmas, ha frequentato vari percorsi di formazione professionale pur non essendo mai stata artigiana nel senso stretto del termine.

Da appassionata cultrice delle tradizioni locali Anna Isola ha dedicato a quest’arte produttiva una cura maniacale del dettaglio, una pazienza produttiva e una ricerca accurata dei segni distintivi e identitari della cestineria sinnaese tali da rappresentarne una vera e propria maestra e certamente un riferimento per le generazioni future.

Nei suoi manufatti nulla è lasciato al caso: la scelta e il posizionamento dei broccati (S’impanna), la preparazione del giunco (Juncus acutus) e la sua colorazione con essenze tintoree derivate da piante locali (Dafne gnidium che in Sardegna è conosciuta con il nome di “Su Truiscu”), l’accurata selezione del fieno (rigorosamente Triticum durum, varietà indicata come grano Cappelli), la sua raccolta con mietitura manuale a maturazione del frumento,  l’attenta lavorazione del suo fusto, la preparazione delle stringhe di lana o panno rosso o nero (su scrallatu) per le decorazioni, la scelta del raso per il rivestimento interno del prodotto, delle stringhe di raso e taffetà impiegate per le rifiniture esterne, per rivestire i bordi superiori ed inferiori del manufatto e per realizzare fiocchetti ornamentali sullo stesso bordo ed interne

Nei lavori di Anna non troverete mai difetti di lavorazione. Le fibre del giungo sono sempre ben tese e l’intreccio è sempre fine e rifinito, senza avvallamenti né rialzi della lavorazione.

Gli attrezzi usati erano preparati e adattati alla bisogna: Su puntalloru, composto da un manico di legni e da un ago incastonato all’interno a forma di “T” impiegato per creare i fori attraverso i quali far passare le fibre di giunco; Is ferrixeddus usati per rifinire le fibre dell’ordito ed i ritagli di tessuto in eccedenza; Sa scivedda di terracotta di per contenere l’acqua impiegata per inumidire le fibre del giunco durante la lavorazione; S’arresoia con punta bene affilata, impiegato per asportare le parti superflue dalla fibra di giunco.

La tecnica di lavorazione del Cestino Tradizionale di Sinnai utilizzata si basava sull’intreccio di due strutture a spirale. La prima spirale è formata da fasci di giunco che si avvolgono su se stessi, tale spirale rappresenta l’ordito. Dalla variazione dell’angolo di accostamento della nuova spirale a quella precedente, si ottengono le varie forme del cestino. La seconda spirale è quella formata dalle stringhe di giunco che avvolgono le spire di fieno cucendole, allo stesso tempo, alla spira precedente.

L’accuratezza della realizzazione e il valore artistico consentono di definire tutte le opere di Anna Isola come Strexiu Bonu. Tali venivano definiti i contenitori con caratteristiche di consistenza e resistenza inferiori a quelli di uso comune ma, più finemente lavorati e decorati. Tradizionalmente questi contenitori si utilizzavano per le feste o in presenza di ospiti di riguardo, come contenitori da portata per i dolci, per conservare corredi o stoffe, per offrire regali. Qui trovate una selezione dei lavori di Anna Isola: Su Canisteddu (canestri) di varie dimensioni, Su Pallinu e sa Pallinedda (canestri piccoli); Sa Crobi e Sa Crobedda, Su Coffinu, Su Ziru. Alcuni esemplari di cofanetto e di vaso sono completi di coperchi di forma piana o bombata che si incastra nella base fungendo da femmina nell’incastro e la costa del coperchio è dello stesso diametro della base.

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